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All’EXPO 2000 di Hannover, il cui
tema era “Humankind, Nature and Technology”, si trovavano fianco a
fianco il padiglione ZERI in bambù colombiano e quello giapponese in
tubi di cartone. Il primo incarnava la sostenibilità delle
costruzioni con l’uso di materiali della “prima natura”, l’altro la
sostenibilità con il riciclo dei rifiuti della “seconda”.
La ricerca di materiali da costruzione sostenibili, cioè a basso
contenuto energetico e basso impatto ambientale, ha da allora
iniziato a occuparsi maggiormente della carta e del cartone da
macero, “rifiuti” che erano stati utilizzati in Europa soprattutto
per produrre imballaggi e mobili.
La possibilità di produrre componenti edilizi innovativi con la
carta e il cartone riciclati, o di utilizzare prodotti già esistenti
sul mercato che presentino caratteristiche meccaniche e fisiche tali
da garantire le prestazioni statiche e ambientali richieste dalle
strutture edilizie, offre una reale alternativa, già praticata,
all’uso dei materiali da costruzione tradizionali come il cemento o
l’acciaio. Lo testimoniano le ormai numerose realizzazioni non più
tanto pionieristiche dell’architetto giapponese Shigeru Ban.
Il progetto dell’edificio destinato a doposcuola della Westborough
School di Westcliff-on-Sea (Essex, Inghilterra), redatto e
realizzato dal team interdisciplinare composto da Cottrell &
Vermeulen Architecture (www.cv-arch.co.uk),
Paper Marc Ltd, Essex Tube Windings Ltd, Quinton and Kaines, CG
Frankln Ltd, Cory Environmental Trust di Southend-on-Sea e Buro
Happold, s’inscrive in questo contesto ed esplora queste possibilità
valutando la riduzione di materia ed energia nelle costruzioni
dovuta all’uso innovativo del cartone riciclato.
L’uso di componenti strutturali e di pannelli in cartone riciclato
impermeabilizzato e reso ignifugo è appropriato alle costruzioni con
un ciclo di vita breve, a strutture temporanee, per le quali
l’utilizzo di materiali ad alto contenuto energetico – e pertanto
molto costosi – costituisce uno spreco insostenibile.
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Il progetto del doposcuola in cartone
è frutto dell’iniziativa del gruppo di lavoro di Buro Happold, tesa
a estendere la ricerca già avviata per la costruzione di edifici non
permanenti alla produzione di manufatti e componenti che permettano
di costruire edifici di maggior durata.
L’idea iniziale comincia a prender corpo con la costituzione del
gruppo di lavoro composto dallo studio degli architetti Cottrell e
Vermeulen e dalla Essex Tube Windings Ltd, quest’ultima abituale
fornitrice dei tubi di cartone per i lavori di Buro Happold, e che a
sua volta coinvolge nel progetto la Paper Mac, loro fornitrice di
cartone riciclato. Gli architetti Cottrell e Vermeulen sono anche
incaricati dalla Westborough School, di progettare un edificio da
adibire a doposcuola che da tempo cercava di realizzare ma per il
quale non disponeva di un finanziamento sufficiente.
Ognuno dei partner è sin dall’inizio cosciente di non poter trarre
vantaggio immediato e diretto dal progetto, ma si aspetta di
sviluppare nuove competenze, nuovi prodotti e contatti, pubblicità
nel mercato esistente o potenziale, qualificazione e reputazione
professionale.
Il programma prevedeva da un lato l’esplorazione dello stato
dell’arte in materia di costruzioni in cartone e dall’altro lo
sviluppo del progetto architettonico del doposcuola.
Successivamente entravano a far parte del team una ditta
produttrice di pannelli di cartone per stand fieristici, la Quinton
and Kaines, interessata a espandere la propria attività al settore
edilizio e un’impresa edile, la Franklin Building Group.
Ma a rendere economicamente fattibile il progetto così come si
veniva configurando è stata la sponsorizzazione del Cory
Environmental Trust di Southend on Sea che, riconoscendo
l’importanza del doposcuola per la comunità e la stretta relazione
dell’iniziativa con il più ampio obiettivo della riduzione del
volume di rifiuti da conferire alla discarica, decideva di
finanziarlo.
Molto spesso purtroppo i temi ambientali rientrano a posteriori nei
processi costruttivi e sono percepiti come limitazioni alla
creatività. Nel caso del doposcuola invece il materiale da
costruzione e la sostenibilità ispirano l’architettura e offrono
spunti creativi sia alla tipologia strutturale che alla qualità
dello spazio. Le capacità strutturali del cartone si rifanno all’origami
giapponese e all’incremento della resistenza meccanica ottenuta
mediante piegatura dei fogli di carta.
La forma dell’edificio incorpora quest’idea, illustrata dall’artista
Simon Patterson sui pannelli della parete sud, sui quali ha stampato
le istruzioni grafiche per costruire un airone di carta, un uccello
presente nell’area. Le superfici sono lisce e leggere. L’opera
artistica le rende animate.
La scolaresca è stata coinvolta sin
dall’inizio nella progettazione. I bambini hanno contribuito alla
raccolta della carta da riciclare, hanno partecipato alla
progettazione e all’ideazione dell’edificio e hanno preso parte a un
programma televisivo in diretta. Questo coinvolgimento nel processo
di costruzione della loro nuova aula scolastica non solo ha messo i
ragazzi di fronte al tema della sostenibilità, ma ha anche indotto
in loro il senso di esserne orgogliosamente i veri proprietari,
orgoglio che in breve si è esteso a tutta la comunità locale.
La costruzione materiale della proposta progettuale è partita
nell’autunno del 2000 con la costruzione di un prototipo utile a
valutare le difficoltà della messa in opera. La sperimentazione del
modulo costruttivo ha portato a introdurre numerose varianti per
semplificarne il processo, la più importante delle quali è stata la
diminuzione delle nervature e dei giunti nei pannelli, in
particolare in quelli della copertura. Un’altra delle lezioni
apprese in questa fase costruttiva è stata che la morfologia
architettonica doveva essere meno complessa di quella progettata.
Nonostante ciò i progettisti hanno deciso di mantenere quella
prevista per ragioni di tempo e per dimostrare la possibilità di
realizzare anche forme molto articolate.
L’esito finale del progetto è una struttura molto gradevole e
istruttiva per gli alunni della scuola, un edificio che ha
suscitato la curiosità e l’interesse di molti visitatori, dei media
e di istituti tecnico scientifici di livello nazionale e
internazionale.
L’obiettivo generale del progetto era di natura ambientale: voleva
cioè dimostrare le valenze architettoniche e costruttive di un
materiale riciclato, la carta e il cartone da macero, per produrre
materiali e componenti edilizi a loro volta riciclabili. In tal
senso gli autori pensavano di ottenere un tasso di riciclabilità del
90%, ridotto a cose fatte a qualcosa più del 50% avendo deciso di
realizzare le capriate del tetto in legno.
La decisione di non ricorrere all’uso delle casseforme tubolari in
cartone per la struttura della copertura, come insegna l’esperienza
maturata di Shigeru Ban, ma a capriate leggere in legno, è dovuta al
problema dell’ancoraggio dei pannelli di copertura.
L’edificio ha una buona prestazione termica e acustica e si dimostra
confortevole e godibile per la comunità scolastica. E’ ancora troppo
presto per quantificare la sua prestazione energetica. Tuttavia
quando sarà usato a tempo pieno potrà essere monitorata. I pannelli
di cartone sono molto isolanti grazie alla loro struttura a nido
d’ape. I calcoli indicano che i valori della conduttanza delle
pareti e della copertura sono dell’ordine di 0,3 W/m2K
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Il progetto ha richiesto due anni di
lavoro. Un anno per la ricerca e sviluppo, 6 mesi per la costruzione
dei prototipi in scala reale e 6 mesi per la realizzazione in
cantiere.
Gli autori ritengono che il progetto sia costato il 50% in più di
quel che avrebbe potuto, a causa dell’inesperienza degli attori
coinvolti e per l’eccessivo costo del sistema di pannelli in
cartone.
Il costo totale dell’opera è stato di 177.157 sterline, comprese le
tasse, i test effettuati sui prototipi, e la ricerca. Una parte
consistente di questa somma è stata donata dai produttori dei
componenti e dai fornitori dei materiali.
Il progetto ha dimostrato il potenziale del cartone riciclato come
materiale da costruzione in un edificio concreto, un edificio utile
alla scuola e alla comunità con un ciclo di vita stimato in 20 anni
e che ha innescato lo sviluppo della produzione di componenti e
materiali innovativi da immettere sul mercato, competitivi con
quelli tradizionali dal punto di vista del costo, ma non ancora tali
da consentirne l’impiego in programmi di costruzione di case a basso
costo o di interventi di emergenza.
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Materiali edili riciclati o riciclabili impiegati: |
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Pannelli strutturali in cartone riciclato dello spessore di 166
mm: nido d’ape in cartone e fogli di cartone laminato (pasta di
carta/fogli della Paper Marc e panelli della Quinton & Kaines) |
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Tubi
strutturali per pilastri in cartone riciclato (pasta di
carta/fogli della Paper Marc e tubi dalla Essex Tubes) |
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Pannelli in carta di giornale
riciclata resistenza al fuoco con fiamma diffusa sulla
superficie Classe ‘0’ (da Sundeala – Celotex) |
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Pannelli strutturali da carta di
giornali riciclati (da Homasote – Celotex) |
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Gesso riciclato / Fodera per
barriera al fuoco (da Sasmox) |
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Lastre in tetra pack riciclato –
pareti/attrezzi di cucina/porte (da Tectan) |
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Pavimento in gomma riciclata (da
Dalsouple) |
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Anima di poliuretano riciclato
per pannelli di copertura (da McLoughlin Wood) |
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