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Conclusioni
Lo stato dell'arte
dell'autocostruzione, a mio avviso presenta due apparenti
paradossi.
Il primo. Da un lato vi č la volontą politica di un Ente
pubblico di dare risposte ai bisogni (in questo caso una Regione
con un piano di grandi dimensioni che č sicuramente utile sia
per l’opportunitą di definire un quadro normativa ad hoc sia
per la possibilitą di facilitare l'accesso al credito).
Dall'altro lato, la necessitą di definire regole specifiche per
l'accesso a programmi di iniziativa pubblica comporta
l’individuazione di fasce di bisogni quasi omogenee e una
gestione “di vertice” che presentano il limite o il rischio
di far rientrare anche l’autocostruzione nei programmi di
edilizia economica popolare, in qualche modo “ghettizzando”
nuovamente l’utenza.
Il
secondo. Da un lato la forza intrinseca di un autentico processo
di autocostruzione (che non porti alla mera costruzione di una
serie di abitazioni, ma alla costruzione di una microsocietą
consapevole) sta nella molteplicitą di bisogni e di interessi,
e nella concreta capacitą di autogestione, pił attuabile con
interventi di dimensioni limitate. Dall'altro lato, almeno nel
caso di Vergiate, il processo di autocostruzione ha potuto
prendere forma solo grazie all'iniziativa pubblica e i1Comune č
stato in grado di affrontarlo grazie alle dimensioni limitate
dell'intervento e alla sua natura sperimentale.
Ritengo
quindi si debba partire dalla visione articolata della
programmazione che verifichi preventivamente la volontą dei
Comuni dģ lavorare in tal senso e nel lungo termine, magari
sostenuti da finanziamenti pubblici o agevolati almeno per la
progettazione e la dotazione dei servizi primari.
Il quadro normativo di riferimento dovrebbe delineare principi
generali, ma poter consentire la valutazione della qualitą dei
singoli progetti di autocostruzione da parte dell’Ente locale
che se ne fa carico, in modo da condividerne obiettivi e finalitą
e accompagnarne la realizzazione.
L'aspetto
progettuale e le dimensioni degli interventi a mio avviso non
possono che partire da:
-
promozione di iniziative locali finalizzate a sollecitare il pił
possibile processi partecipati con individuazione preventiva, da
parte degli Enti, di specifiche aree destinabili a progetti di
autocostruzione
-
valutazione delle dimensioni del bisogno espresso, ma, in
particolare, verifica della capacitą di risposta alle adesioni
al progetto
Parallelamente,
a livello locale e non solo, possono essere sviluppate
convenzioni sia con le imprese tradizionali che con operatori
del terzo settore per offrire agli autocostruttori, di qualunque
‘target’ siano, un servizio di gestione degli aspetti
organizzativi – amministrativi e finanziari a costi contenuti,
ma nel quale al progetto dģ autocostruzione venga riconosciuta
altrettanta dignitą del progetto di impresa.
Miranda Baratelli Ostini
Assessore Ambiente e Cultura
Comune di Vergiate (Va)
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