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Un-Decalogo
del Pensiero Creativo
Pier Luigi Amietta
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Abìtuati
a riconoscere gli "oggetti" di provenienza mentale e
non confonderli con quelli di provenienza osservativa
Si vede una pera, non un'ingiustizia. Esempio: pensa alla
stessa goccia d'olio, che è condimento gustoso sul pane,
mentre la porti alla bocca e diventa sporco appena cade
sulla cravatta; pensa all'immondizia che diventa nuova
fonte di energia |
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Di
fronte a un valore enunciato (con segno positivo o negativo),
risali sempre al criterio retrostante e, se possibile, al
criterio del valore opposto
Due esempi:
a.
"Il bisogno aguzza l'ingegno".... Ma l'ingegno non
aguzza forse il bisogno? Tutto è possibile, almeno
potenzialmente, tranne ciò che contiene una contraddizione
insanabile (il cerchio quadrato)
b.
La pubblicità di un'acqua minerale invita a a dare "più
tempo alla vita". Ma basta invertire le proposizioni per
accorgersi di quanto più vera e feconda sia la reciproca
("più vita al tempo"), visto che non possiamo
aggiungere né togliere un solo secondo al tempo che scorre |
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Se
un concetto non ti sembra immediatamente comprensibile, non
chiedere a nessuno "che
senso ha?", ma chiediti "che senso voglio
dargli?"
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Studia
a fondo i meccanismi le gag umoristiche, i lapsus,
i malintesi, i refusi: sono prodigiose levatrici
di universi alternativi, che si celano nella tua mente e che
premono per uscire
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Di fronte a risposte impraticabili o ad alternative
indecidibili, prova a cambiare domanda o alternativa
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Usa la
tecnologia per quanto ti è davvero di aiuto ad
apprendere e a risolvere i problemi, ma non mitizzarla
Il problema delle nuove tecnologie per l'apprendimento non sarà
mai risolvibile in termini esclusivamente tecnologici: le
cose che occorre sapere per fare le domande giuste al
computer non hanno niente a che vedere con la tecnologia |
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Dal
confronto tra due cose differentemente utili, fa uscire una
terza cosa nuova, anziché buttar via una delle due
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Se vuoi essere diretto, devi essere fedele alle
persone e "credere in"; se vuoi dirigere, devi
essere fedele ai ruoli e "credere a". Ma se
vuoi dirigerti, devi mantenere una "dignità",
ossia essere fedele a un modello mentale; ma soltanto finché
produce nuove idee applicabili
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Dagli
altri si hanno utili informazioni, ma si apprende
veramente soltanto da se stessi
Attraverso le righe dei mille libri, ne leggiamo sempre uno
solo; anche se ne abbiamo scritto venti, scriviamo sempre lo
stesso libro: e questo libro è la nostra autobiografia, intesa
non come descrizione, ma come scrittura
progettuale di
noi stessi. Non esiste la de-scrizione,
esiste soltanto
la scrittura
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Creare
vuol dire generare, trarre da sé, dar vita:
ossia, fare di sé un misto di genitore, artista e animatore-leader
Noi creiamo le persone, non diversamente da come creiamo i
contesti, disegnamo scenari, configuriamo strutture e ruoli. Ciò
significa, sempre, anche
crear-si e
ri-crearsi
negli altri |
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La
ricchezza
culturale è il mediatore necessario per essere
contemporaneamente creativi e professionali
Ricchezza culturale vuol dire possibilità di attingere e
rielaborare informazioni da un patrimonio informativo il più
possibile ampio e il più possibile
diverso e lontano
dalla propria professionalità di base. Sono i "pezzi a
disposizione" del nostro Lego personale. Quanti più saranno, tanto maggiore sarà la potenzialità combinatoria.
Alleniamoci, con tutti i pezzi a disposizione, a
sviluppare la nostra capacità combinatoria
Studia, anche se vuoi essere rivoluzionario: l'ignoranza non ha
mai aiutato nessuna rivoluzione |
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